Curricolo verticale

Il primo carattere del curricolo è la “trasversalità”, il coordinamento cioè tra le discipline. Esse, così, vengono a costituire un insieme organico, sorretto da un obiettivo e da una precisa funzione formativa.  Le discipline e i saperi si raccordano orizzontalmente intorno a principi di formazione cognitiva, di acquisizione di competenze, di assimilazione di conoscenze e di abilità e sono coordinate, a loro volta, da “criteri di base” relativi a “chi” si vuole formare.

Vi è quindi la necessità di trasformare il rapporto tra insegnamento e apprendimento in modo che, cogliendo le vocazioni, le potenzialità e le difficoltà di ogni bambino, si riesca a fargli raggiungere il successo formativo in una logica di “sistema integrato”, in cui siano chiari gli obiettivi al fine di renderne verificabili gli esiti sia lungo l’intero percorso scolastico, sia negli ambiti della formazione professionale e del lavoro.

È proprio in questa prospettiva che si parla di competenze, intese come utilizzazione e padronanza delle conoscenze, superando la tradizionale separazione tra sapere e saper fare. Esse si configurano cioè come strutture mentali capaci di trasferire la loro valenza in diversi campi, generando una spirale di altre conoscenze e competenze in una duplice dimensione disciplinare e trasversale. I saperi divengono così il supporto delle competenze. Le conoscenze andranno perciò individuate in base al loro valore formativo, in termini di essenzialità e di organizzazione dei contenuti intorno a nuclei fondanti. Attraverso i nuclei fondanti si favorisce un’acquisizione dei saperi tali da sollecitare la reciproca interrelazione delle diverse discipline.

La selezione delle conoscenze si compie in rapporto alle competenze, quindi il punto di partenza per un possibile percorso di costruzione del curricolo è l’individuazione, in termini di osservabilità e valutazione, delle competenze conclusive (“in uscita”) specifiche e trasversali all’interno dei cicli scolastici, configurando così un percorso progressivo di competenze intermedie.

L’obiettivo è quello di costruire un curricolo in grado di accompagnare il percorso educativo dell’allievo nei grandi segmenti (scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria) superando accavallamenti e ripetizioni e definendo le tappe relative al suo sviluppo formativo.

Il curricolo verticale risponde a questa esigenza in quanto assume a proprio connotato di base il criterio della “continuità nella differenza”; in altri termini, delinea senza ripetizioni e ridondanze, un processo unitario, graduale e coerente, continuo e progressivo, verticale ed orizzontale, delle tappe e delle scansioni d’apprendimento dell’allievo, in riferimento alle competenze da acquisire e ai traguardi in termini di risultati attesi. La verticalità curricolare si fonda, infatti, sul bisogno di dare continuità all’insegnamento, pur rispettandone le scansioni interne. Nell’applicazione del curricolo verticale questa istanza diventa fondamentale e, pertanto, va accolta e valorizzata.

L’istituto “comprensivo” costituisce il contesto ideale perché il curricolo verticale possa strutturarsi in modo organico. All’interno dell’organizzazione operativa del curricolo verticale, pertanto, diventa fondamentale pensare le aree disciplinari e poi le discipline secondo modelli che ne permettano la strutturazione progressiva nella continuità.  È necessario quindi fissare dei principi-cardine, attorno ai quali far ruotare le varie aree disciplinari e, successivamente, le varie discipline.

Il curricolo verticale è in grado di promuovere una capacità collaborativa, che rompa l’isolamento della condizione docente, secondo la quale ogni insegnante sta solo di fronte ai programmi e alla sua classe operando, tra questi due poli, una mediazione personale e, perciò, solitaria. Il docente diventa un “attivo collaboratore” con gli altri docenti e nel confronto la sua professionalità diventa più scientifica e matura.

Il curricolo verticale è uno strumento operativo che permette di rinnovare in profondità le metodologie, il modo di fare-cultura e la stessa professionalità docente.

Di qui la necessità di rivedere le programmazioni dei saperi minimi del nostro Istituto e di prefissare gli obiettivi delle varie discipline in senso verticale, cercando di coglierne gli elementi fondamentali anche nelle dimensioni di sviluppo e nei campi di esperienza fin dalla scuola dell’infanzia.

Il raggiungimento delle competenze, infatti, è il frutto di un articolato percorso in cui intervengono diverse variabili legate alle esperienze formative proposte dalla scuola, di carattere cognitivo, logico e socio-affettivo, attraverso le quali il bambino struttura la propria conoscenza in direzioni sempre più simbolico-concettuali. In questo iter didattico-programmatico assumeremo come principi-cardine e chiave di lettura dei linguaggi specifici delle varie discipline la centralità della persona, l’educazione alla cittadinanza e la scuola come comunità nell’ottica dello sviluppo integrale della persona.

MOTIVAZIONI per l’elaborazione del curricolo verticale

  1. evitare frammentazioni, segmentazioni, ripetitivita’ del sapere e tracciare un percorso formativo unitario
  2. costruire una “positiva” comunicazione tra i diversi ordini di scuola del nostro istituto
  3. consentire un clima di benessere psico-fisico che è alla base di ogni condizione di apprendimento e favorisce la libera espressione delle proprie emozioni e delle abilita’ cognitive e comunicative

FINALITA’ del curricolo verticale

  1. assicurare un percorso graduale di crescita globale
  2. consentire l’acquisizione di competenze, abilita’, conoscenze e quadri concettuali adeguati alle potenzialita’ di ciascun alunno
  3. realizzare le finalita’ dell’uomo e del cittadino
  4. orientare nella continuita’
  5. favorire la realizzazione del proprio “progetto di vita”

METODOLOGIE per l’attuazione del curricolo verticale

  • laboratoriale
  • esperienziale
  • comunicativa
  • partecipativa
  • ludico–espressiva
  • esplorativa (di ricerca)
  • collaborativa (di gruppo)
  • interdisciplinare
  • trasversale (di integrazione)

STRUTTURAZIONE del curricolo verticale

  • nuove indicazioni nazionali 2012 relative ai diversi gradi di istruzione
  • competenze di area “in uscita” al termine della scuola secondaria di 1° grado
  • obiettivi specifici (o.s.a.) essenziali e graduati secondo un ordine “psicologico-evolutivo” rapportato alle reali esigenze degli alunni del nostro istituto
  • dipartimenti per aree disciplinari così come indicate nelle nuove indicazioni nazionali 2012

 

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